L’estate delle idee

L’estate delle idee

Quando rallentare ci aiuta a ritrovare la direzione

L’estate viene spesso descritta come il periodo dell’anno in cui possiamo finalmente ricaricare le batterie.

Ed è certamente così. Dopo mesi trascorsi tra impegni, responsabilità, scadenze e giornate nelle quali sembra esserci sempre qualcosa da concludere, rallentare ci permette di recuperare energie e di ritrovare un equilibrio che, nella quotidianità, rischiamo facilmente di perdere.

Ma questo periodo può offrirci anche qualcos’altro, un regalo meno evidente e del quale si parla molto meno.

A volte, infatti, non torniamo dalle ferie soltanto più riposati. Torniamo con uno sguardo diverso, anche se non sempre siamo in grado di accorgercene subito.

Un pensiero che per mesi era rimasto confuso comincia ad avere contorni più chiari. Una scelta che continuavamo a rimandare appare meno complicata. Un progetto che sembrava troppo grande trova finalmente un punto dal quale partire.

Non accade perché le vacanze abbiano risolto i problemi al posto nostro.

Accade perché, almeno per qualche giorno, smettiamo di vivere completamente assorbiti dal ritmo delle giornate, dalle urgenze e dalle risposte che dobbiamo dare agli altri.

E quello spazio, a volte, è sufficiente perché la mente torni a fare qualcosa che durante l’anno finisce facilmente in secondo piano: immaginare.

… ma Facciamola Semplice.

Ciao, sono Solange Borsellini, coach professionista, e credo profondamente che ogni percorso di cambiamento inizi riportando al centro la persona.

Per questo penso che il valore di una pausa non consista soltanto nel recuperare le forze, ma anche nel ritrovare una prospettiva più ampia su quello che stiamo vivendo e costruendo.

Perché quando cambia il ritmo delle nostre giornate, può cambiare anche il modo in cui guardiamo noi stessi, le nostre scelte e la direzione verso la quale stiamo andando.

Quando le cose iniziano a collegarsi

Durante l’anno accumuliamo molti pensieri: un’idea legata al lavoro, un progetto che vorremmo sviluppare, una decisione che continuiamo a rimandare oppure una sensazione difficile da spiegare, ma che continua a presentarsi.

Spesso questi elementi restano uno accanto all’altro senza trovare un ordine preciso. Non perché ci manchino capacità, competenze o volontà, ma perché la vita quotidiana ci porta inevitabilmente a concentrare l’attenzione su ciò che richiede una risposta immediata.

Poi arriva un periodo diverso.

Una passeggiata durante la quale non controlliamo continuamente l’orologio. Un viaggio che ci allontana dalle abitudini. Una mattina vissuta con più calma. Un pomeriggio nel quale non dobbiamo incastrare ogni minuto.

È proprio in quei momenti che, quasi senza rendercene conto, alcuni pezzi cominciano a collegarsi.

Ciò che sembrava confuso diventa più facile da leggere, le priorità emergono con maggiore chiarezza e le idee iniziano a trovare una possibile direzione.

Non è magia.

È lo spazio che abbiamo finalmente lasciato tra un pensiero e l’altro.

Le idee hanno bisogno di tempo

Siamo abituati a pensare che le intuizioni arrivino all’improvviso, come se comparissero da un momento all’altro senza alcun percorso precedente.

In realtà, molto spesso, emergono quando smettiamo di riempire ogni spazio disponibile e permettiamo alla mente di lavorare in un modo diverso.

Abbiamo bisogno anche di questo.

Abbiamo bisogno di momenti in cui non siamo chiamati soltanto a risolvere problemi, prendere decisioni rapide o rispettare una scadenza, ma possiamo osservare quello che ci accade, collegare esperienze diverse e immaginare possibilità nuove.

È proprio allora che riusciamo a vedere alternative che, fino a pochi giorni prima, sembravano non esistere.

Non necessariamente perché siano cambiate le circostanze.

A cambiare, spesso, è il nostro modo di guardarle.

Prima degli obiettivi viene il perché

Nel coaching si parla spesso di obiettivi ed è facile pensare che ogni percorso debba iniziare scegliendo con precisione una meta da raggiungere.

Con il tempo, però, ho imparato che gli obiettivi più solidi non sono necessariamente quelli formulati nel modo migliore, ma quelli che riescono davvero a raccontare la persona, i suoi bisogni e ciò che considera importante.

Per questo, prima ancora di chiedermi che cosa voglio raggiungere, trovo più utile fermarmi su altre domande.

Perché questo obiettivo è importante per me? Perché desidero proprio questo? Che cosa racconta della persona che sono e di quella che vorrei diventare? Quali valori esprime?

Quando il nostro perché diventa più chiaro, anche gli obiettivi assumono un significato diverso.

Non rappresentano più soltanto qualcosa da aggiungere alla lista delle cose da fare, ma diventano una direzione capace di orientarci nelle scelte.

Una direzione ci aiuta a capire dove investire energie, tempo e attenzione, ma ci permette anche di riconoscere ciò che non sentiamo più nostro, anche se per molto tempo abbiamo continuato a inseguirlo per abitudine.

Non tutte le idee chiedono di essere realizzate subito

C’è un errore nel quale possiamo cadere facilmente: credere che ogni intuizione debba trasformarsi immediatamente in una decisione, in un progetto o in un piano dettagliato.

In realtà, alcune idee hanno bisogno di maturare. Devono essere ascoltate, osservate e lasciate respirare, senza la pressione di dover diventare subito qualcosa di concreto.

Per questo non sento il bisogno di chiedere all’estate di portarmi necessariamente a decisioni importanti.

Le chiedo qualcosa di diverso: uno spazio nel quale riuscire a riconoscere ciò che sta lentamente prendendo forma, prima ancora di sapere dove potrà condurmi.

Una buona direzione, infatti, nasce raramente dalla fretta.

Molto più spesso nasce dalla chiarezza con cui impariamo a leggere ciò che sentiamo.

Riportare al centro la persona

Forse è proprio questo uno dei regali più preziosi che può offrirci un periodo di pausa.

Non soltanto il tempo per fare meno, ma la possibilità di vedere meglio.

Possiamo chiederci se gli obiettivi che stiamo inseguendo parlano ancora davvero di noi oppure se li abbiamo semplicemente assorbiti dalle aspettative degli altri, dalle abitudini o dalla velocità con cui abbiamo attraversato gli ultimi mesi.

Se durante queste settimane senti emergere un’idea che continua a tornare, un progetto che ti coinvolge o una direzione che appare finalmente più chiara, non avere fretta di trasformarla subito in un programma perfetto.

Comincia, più semplicemente, a prenderla sul serio.

Ascoltala, prova a comprenderne l’origine e chiediti quale parte di te sta cercando di esprimere.

Molto spesso il cambiamento non inizia nel momento in cui troviamo una risposta definitiva. Inizia quando ci concediamo il tempo necessario per ascoltare una domanda che, finalmente, sentiamo davvero nostra.

Per approfondire questi temi puoi ascoltare il podcast “Al Centro la Persona”, disponibile su www.solangeborsellini.coache sulle principali piattaforme di podcasting.

Perché, prima di costruire nuovi obiettivi, a volte abbiamo semplicemente bisogno di ritrovare il punto di vista giusto dal quale osservarli.

Facciamola Semplice.